giovedì 22 marzo 2012

Facoltà Medicina, Pizza: «Alta la nostra attenzione»

Il quadro politico nazionale è ormai evidente. La semplificazione nazionale, accompagnata da uno svuotamento dei partiti, impone nuove scelte e nuove strategie.

Anche le prossime elezioni amministrative annunciano cambiamenti sotto il profilo della geografia politica. L’aggregazione delle forze d’ispirazione popolare moderata è possibile e necessaria soprattutto al centro. Di ciò non ne ha dubbi Luigi Pizza, segretario provinciale della Democrazia Cristiana che, mantenendo in piedi i principi dello scudo crociato ancora conservato nello storico simbolo del partito che rappresenta a Salerno, sostiene: «Nel grande vuoto lasciato dai partiti s’avverte la necessità di aggregare energie attorno ad un’idea forte ed attuale: quella del popolarismo italiano ed europeo».

Dottore Pizza, i cattolici giocano un ruolo fondamentale anche adesso?

«I cattolici in politica debbono continuare a far sentire forte la propria voce, iniziando dai nostri territori. Tant’è che è nostra intenzione organizzare un importante convegno, a metà aprile, sull’attualità della dottrina sociale della Chiesa».

Ma dal livello nazionale, scendiamo alle vicende di casa nostra, ed in particolare alle prossime amministrative. Si vota in ventinove comuni ma il centro più importante è Nocera Inferiore

«La Dc è un partito di governo e non di lotta. Noi manteniamo fede all’impegno iniziale, senza deroga, di alleanza strategica con il Pdl. Pertanto la Democrazia Cristiana sosterrà tutti i candidati del Pdl o comunque coloro che sono riferimento dell’area politica di centrodestra. In particolare, sarà sostenuto, con grande vigore e convinzione, il dottore Cremone a Nocera Inferiore, candidatura autorevole, popolare e persona fortemente radicata sul territorio. Cremone, a mio avviso, rappresenta una vera e grande occasione per la città di Nocera Inferiore».

Tralasciando il quadro elettorale e strettamente politico, un argomento che le sta particolarmente a cuore è la facoltà di Medicina dell’Università di Salerno. Attualmente, ricordiamo, al centro del dibattito per il mancato perfezionamento del decreto che sancirebbe, in via definitiva ed inequivocabile, l’istituzione della facoltà della città della scuola medica.

«C’è un impegno costante per realizzare ciò che ormai è divenuto una realtà. Occorre ricordare il grande convegno nell’aula magna dell’Ateneo, alla presenza dell’allora ministro alla Salute Fazio e dell’allora sottosegretario al Miur, Giuseppe Pizza, nonché del rettore Pasquino, del manager dell’azienda ospedaliera Bianchi e del presidente della Provincia Cirielli (seguito poi da un altro appuntamento tenutosi all’ospedale Ruggi D’Aragona con il sindaco De Luca), che sancì, di fatto, l’imminente completamento del decreto di istituzione della facoltà di medicina e della clinicizzazione dell’azienda ospedaliera universitaria. Non ci sono particolari motivi ostativi alla firma del decreto ma sosteniamo la preoccupazione del rettore di tenere alta la guardia e facciamo nostro il richiamo ad una sorta di costituente della politica per vigilare il definitivo completamento dell’iter. Ciò in virtù dei primi laureati in medicina alla facoltà di Salerno, previsti per il prossimo anno»

Oltre ad essere segretario provinciale della Dc, lei è primario dell’Unità operativa di Salute Mentale del distretto Sapri – Camerota e direttore del dipartimento di Salute Mentale dell’ex asl Salerno 3. In tal senso, in questi ultimi giorni si discute del caso Opg con riferimento, in particolare alla struttura di Mariconda di Salerno

«E’ difficile coniugare cura e detenzione. Noi preferiamo curare, laddove è possibile, in libertà. L’inutile diatriba sorta a proposito della istituenda struttura nella sede di Mariconda si poggia su un falso problema. Non vi è, a mio avviso, alcun pericolo di nessun ordine e grado, né per il contesto ambientale, né per la popolazione del quartiere. La struttura è finalizzata alla cura delle persone, nell’ottica di superamento degli Opg, che ripropongono ancora oggi, le barbarie delle strutture manicomiali. Pertanto la scelta dell’Asl è una scelta di civiltà scientifica, giuridica e culturale. Debbo, altresì, sollevare, purtroppo, che ancora ad oggi persiste uno stigma culturale nei confronti di pazienti psichici, che scatta come un “riflesso pavloviano”, incentivando una sorta di caratterizzazione culturale, difficile da scardinare».

A Mariconda, nel caso specifico

«Lì non è un Opg. Le strutture che dovranno surrogare gli ospedali psichiatrici giudiziari saranno indicati con apposito decreto del Ministro della Salute previsto per fine marzo ed avranno specifiche caratteristiche strutturali, funzionali ed organizzative e che diventeranno operative entro marzo del 2013».

Torniamo alla politica, riallacciandoci al punto iniziale, quale è la collocazione dei piccoli partiti a livello nazionale

«Vi è una esigenza ormai universalmente riconosciuta di semplificazione nazionale. In tal senso c’è la necessità di aggregare i vari segmenti di ispirazione popolare moderata. Una massa critica necessaria per evitare residualità e marginalità nella guida dei processi politici. Ribadisco la convinzione di mettere in campo energie attorno alla concezione del popolarismo italiano ed europeo. Noi ci proviamo a muoverci in tal senso».

martedì 25 gennaio 2011

Verso il voto a Salerno/Sosteniamo candidatura ufficiale del Pdl

La Democrazia Cristiana smentisce il sostegno alla candidatura di Antonio Cammarota per la poltrona di primo cittadino della città di Salerno. La conferma arriva direttamente dal segretario provinciale del partito, dottor Luigi Pizza. “La Democrazia Cristiana - afferma il segretario provinciale dottor Luigi Pizza - sosterrà la candidatura a sindaco di Salerno dell'avvocato Anna Ferrazzano, smentendo ulteriori accordi con altri candidati. Quella della Ferrazzano è l'unica candidatura riconosciuta dal Popolo della Libertà, attraverso il suo coordinatore regionale e provinciale. La Dc di Salerno lavorerà per la formazione di una propria lista o per una aggregazione di più partiti. Siamo un partito di governo e non di lotta - prosegue Luigi Pizza - ed in tal senso è nostra intenzione garantire un equilibrio politico che rispecchi accordi nazionali”

lunedì 10 gennaio 2011

Salerno capitale dimenticata? "Ora evento riparatore"

SALERNO - La gaffe è abbastanza rilevante. Salerno capitale dimenticata alle prime celebrazioni per il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia è qualcosa che non può passare inosservata. Soprattutto ai salernitani che sotto il profilo storico, oltre alla scuola medica annoverano anche questa tappa storica e politica che segno l'ormai nota "svolta". Proprio così. Dalla residenza di governo salernitana che furono poste le basi per la costituzione e la Repubblica. Tre governi fino a quello guidato da Bonomi che elaborò a Salerno il referendum. In quel governo basti pensare che c'erano personalità del calibro di Badoglio, Togliatti e di Acilde De Gasperi. Insomma altro che "capitale di transizione" come considerata da alcuni immediatamente dopo la gaffe. Gli stessi costituzionalisti avrebbero definito Salerno degna di essere definita tra le capitali d'Italia. E ne è fermamente convinto Luigi Pizza, ex consigliere comunali di Salerno, segretario provinciale della Democrazia Cristiana e fratello di Giuseppe Pizza, sottosegretario di stato all'Istruzione. E se il sottosegretario salernitano (segretario nazionale della storica Dc) ha già avanzato l'ipotesi di una cerimonia «riparatrice», Luigi Pizza analizza l'intera vicenda: «Una dimenticanza imperdonabile a cui va messo riparo. Dal punto di vista della forma e della sostanza Salerno deve essere annoverata tra le Capitali d'Italia. Salerno è stata sede del Governo e dello Stato, all'epoca incarnato dal Re». Ma il dottore Pizza racconta poi: «Ricordo due cerimonie che si sono svolte a Salerno. Ero consigliere comunale quando abbiamo celebrato i cinquant'anni da Salerno Capitale alla presenza di Scalfaro mentre una successiva cerimonia (amministrazione De Biase) vide la presenza dello stesso Napolitano, all'epoca senatore, proprio qui a Salerno». «La città merita - prosegue Luigi Pizza - di essere ripagata. Non possiamo consentire una dimenticanza così eclatante». Sull'evento "riparatore" ci sta pensando il sottosegretario pronto a sottoporre la vicenda al Consiglio dei Ministri. «Mi dispiace molto - ha, infatti, dichiarato Giuseppe Pizza - ora cercheremo di dare a Salerno il giusto riconoscimento, correndo ai ripari verso un grave errore del protocollo della Presidenza della Repubblica» .

sabato 20 novembre 2010

Salerno, convegno dei popolari liberali - Il messaggio dell'on. Giuseppe Pizza

Caro On. Giovanardi,
avrei partecipato molto volentieri al Convegno Nazionale dei Democratici Cristiani che hai voluto organizzare nella mia città.
Purtroppo, inderogabili impegni di rappresentanza istituzionale, per importanti e strategiche decisioni del M.I.U.R. proprio nel campo della Ricerca, mi vedono tuttora impegnato all’Estero.
Pertanto ho affidato all’amico Emerenzio Barbieri, che ringrazio, questo breve messaggio di saluto per rendervi partecipi della mia completa disponibilità a condividere con Te e con tanti autorevoli amici presenti, che saluto con viva e affettuosa cordialità, ogni iniziativa utile a delineare comuni preziosi percorsi.
A maggior ragione in questo delicato momento politico, laddove polemiche e divisioni hanno ridotto gli spazi operativi dell’azione di Governo ed impongono a tutti noi, ed alle forze politiche che si riconoscono nel centrodestra, rinnovate e più esigenti riflessioni.
Innanzitutto in ragione di una grande e sentita esigenza di governabilità da parte delle nostre comunità ed anche della pressante necessità di una decisa e coerente azione di Governo, volta a sostenere ed incoraggiare i timidi segnali di ripresa economica che per fortuna stiamo registrando.
Riteniamo un fatto assai grave, con l’auspicio che non accada, non poter completare quel programma che gli elettori avevano approvato nelle ultime elezioni politiche, affidandone la realizzazione al Governo guidato dall’On. Silvio Berlusconi.
In un momento così delicato per il Paese non possiamo quindi che ribadire la piena lealtà al patto che ci vede alleati al Popolo della Libertà: pur riaffermando la nostra specifica identità e di conseguenza la nostra autonomia politica.
Identità e autonomia che ci impongono, tuttavia, il dovere di renderci disponibili ad una necessaria intesa con tutti i gruppi che, nell’ambito del centrodestra, si riconoscono nei valori e nella tradizione storica della Democrazia Cristiana.
L’attuale frammentazione comporta di fatto una sostanziale inincidenza politica nella guida dei processi in atto.
Infatti la diaspora post democristiana mostra sempre più oggi la propria inadeguatezza nel rappresentare tanta parte dell’opinione pubblica del Paese e al contempo di rispondere all’esigente appello della Chiesa per una rinnovata presenza unitaria dei cattolici.
E’ pertanto necessario ed urgente accelerare possibili ed ineludibili processi di aggregazione, se vogliamo realmente tradurre la cultura democratico-cristiana in proposte e progetti adeguati ai tempi nuovi che esigono, per dirla con Aldo Moro, strutturali cambiamenti nelle forme dell’impegno civile del cattolicesimo politico.
Sono tutti questi elementi e fattori che attendono legittimamente un momento di sintesi, capace di rimettere al centro della Politica la nostra comune cultura.
E noi, assieme a Te ed a tanti autorevoli amici, vogliamo spenderci senza ambiguità e con coraggio, per questo straordinario obiettivo.
Un cordiale saluto,
Giuseppe Pizza
Il convegno si tiene sabato 20 e domenica 21 novembre 2010 al Gran Hotel di Salerno

venerdì 20 agosto 2010

Addio Presidente Cossiga


Il saluto della Democrazia Cristiana al Presidente Francesco Cossiga. Pizza: "Aveva una capacità di prevedere gli eventi che, forse, solo ora siamo in grado di apprezzare". Il ricordo del Segretario Nazionale della Dc e Sottosegretario di Stato all'Istruzione, Università e Ricerca Scientifica sul sito: www.democraziacristiana.org

domenica 4 luglio 2010

Dc, congresso cittadino ad Eboli: Dario Palo nuovo segretario

Il giorno 25 giugno 2010, alle ore 18.30, presso i locali della sezione Provinciale di Eboli, sita in Via Cassese-n°10, si è svolto il 1°Congresso cittadino della Democrazia Cristiana che ha visto la partecipazione di tutti i rappresentanti dei partiti della Città di Eboli, dell’Amministrazione Comunale, della stampa, nonchè della rappresentanza dei commercianti , degli iscritti e della popolazione ebolitana .
Ha presieduto il Congresso il Delegato del Segretario Provinciale della Democrazia Cristiana dott. Gennaro Conte, coadiuvato dal vice Segretario Provinciale e Commissario della sezione della D.C. di Eboli Francesco Gaudieri.

Francesco Gaudieri, dopo aver salutato tutti i numerosi presenti, ha introdotto i lavori relazionando sulla storia della Democrazia Cristiana di Eboli e sulla motivazione della rinascita di questo partito che conta già cinquanta iscritti/attivisti, dissertando sinteticamente sul seguente manifesto politico della sezione di Eboli: “Il movimento dei cattolici democratici e popolari è stato protagonista della ricostruzione civile, morale ed economica del nostro Paese, guidandone per decenni il suo straordinario sviluppo.
Per questo la Democrazia Cristiana si pone a custode del suo grande patrimonio di esperienze e di valori, un partito popolare, democratico, nazionale, d’ispirazione cristiana, che concorre a guidare i processi di trasformazione della nostra società.

Definire un programma, selezionare una classe dirigente motivata, proporre sistemi di governo locale, ispirati ai principi di responsabilità e solidarietà, continuano ad essere altrettanti compiti della Democrazia Cristiana in linea con la sua posizione storica. Un Partito che fonde il proprio impegno sulla concretezza, senza ridursi a mera testimonianza.

Parte oggi con il 1°Congresso Cittadino il nuovo processo costitutivo della Democrazia Cristiana di Eboli anche a seguito della Sentenza del Tribunale di Roma con cui è stato stabilito che il PARTITO della DEMOCRAZIA CRISTIANA, in persona del legale rapp.te Segretario Amministrativo dott. Armando Lizzi e del Segretario Politico prof. Giuseppe Pizza, è l’unico legittimo titolare dell’uso sia del nome Democrazia Cristiana che del simbolo dello scudo crociato. 
 
E’ un processo aperto, rivolto a tutti i soggetti politici, le associazioni, i movimenti e le singole persone che vogliono impegnarsi per il superamento della distruttiva tendenza alla divisione, alla frammentazione e al trasformismo che ha sinora caratterizzato la politica ebolitana.
 
Noi democristiani ci consideriamo seme e lievito di una grande nuova avventura politica ed umana, impegnati sino in fondo affinché le nostre idee non rimangano confinate nel limbo delle utopie, ma possano tradursi in impegni costruttivi ed in concreti risultati del nostro agire politico, nell’interesse e nella salvaguardia del popolo ebolitano”.

Successivamente, Il Presidente del Congresso Dott. Rino Conte, dopo aver letto all’assemblea la lettera con il saluto e gli auguri del Sindaco di Eboli Avv. Martino Melchionda, chiama ad intervenire gli ospiti presenti; nell’ordine :

Il Presidente del Consiglio Comunale: Luca Sgroia
Il Segretario del Partito Democratico: Donato Guercio
Il Segretario del Partito della Libertà.: Fabrizio Violante
Il Segretario dei Comunisti Italiani. : Del Vecchio Alfonso
Il Segretario di Rifondazione Comunista: Silvio Masillo
Il Segretario dell’U.D.C.: Paolo Polito
Il Segretario di Sinistra e Libertà: Damiano La Salvia
Il Segretario dell’A.P.I.: Benito Ingenito
Il Segretario del Nuovo P.S.I.: Cosimo Di Benedetto
Il Consigliere Comunale Gerardo Rosania
Il Consigliere Comunale Vito Busillo
Il Consigliere Provinciale Massimo Cariello
Il Presidente della CONFESERCENTI: Donato Santimone
L’onorevole Enrico Indelli
Tutti gli intervenuti, apprezzando la forte partecipazione dei cittadini e delle autorità politiche presenti, hanno auspicato una prossima costruttiva collaborazione con la Sezione della Democrazia Cristiana di Eboli finalizzata alla crescita politica, sociale, economica, produttiva e culturale della nostra città, anche per la stima personale che ripongono nella persona di Francesco Gaudieri .
Al termine del dibattito, Il Presidente del Congresso e Il Commissario della Sezione salutano le autorità politiche presenti e i giornalisti, dando inizio ai lavori interni del 1°Congresso del Partito della Democrazia Cristiana.
Intervengono nell’ordine Raffaele Velella, Giovanni Forlano, Fatiha Chakir, Pierluigi Giarletta, Cosimo Corrado, Dario Palo, Mariano Campione, Kebir Habib, Antonio Inverso, Michele senatore, Lucia Ricca.

Terminati gli interventi, Il Delegato del Segretario Provinciale della Democrazia Cristiana Dott. Rino Conte propone all’assemblea del congresso l’organigramma del Comitato Direttivo :
PRESIDENTE: COSIMO CORRADO
SEGRETARIO POLITICO CITTADINO: prof. DARIO PALO
Vice segretario: PIERLUIGI GIARLETTA
Segretario amministrativo: GIOVANNI FORLANO
Comitato Direttivo: quattordici membri

sabato 26 giugno 2010

Pontecagnano Faiano, Antonio Francese nuovo assessore

Antonio Francese è il nuovo Assessore Comunale della Democrazia Cristiana della giunta comunale di Pontecagnano Faiano. E' delegato ai beni culturali, cultura, turismo, politiche Comunitarie. Un importante risultato raggiunto dalla Democrazia Cristiana di Pontecagnano Faiano, guidata dal segretario cittadino Guido Pappalardo e che conta un consigliere comunale, Francesco Smarra, nell'amministrazione comunale del sindaco Ernesto Sica.


Al neo Assessore Comunale giungano gli auguri di buon lavoro dal Segretario Provinciale della Democrazia Cristiana, dottor Luigi Pizza e dall'intero Partito salernitano.

giovedì 13 maggio 2010

Quel 9 maggio del 1978: "Moro, un politico in grado di guardare lontano"

“Un politico in grado di vedere lontano e di costruire il futuro. Capace di capire e di mediare le ragioni degli altri”: è questo, in sintesi, il pensiero di Giuseppe Pizza, segretario della Democrazia Cristiana, che ha avuto modo di conoscere e di frequentare Aldo Moro nel Consiglio Nazionale e nella Direzione del Partito. Anzi, nell’ultimo Governo Moro, nel 1975, Giuseppe Pizza ha vissuto da vicino la formazione della compagine governativa e conserva con venerazione una lettera del “Presidente”. Undici corone, in fila, di fronte al Palazzo Maffei, in fondo a Via Caetani, 32 anni dopo quel 9 maggio 1978. Ci sono tutti. Dal Governo alla Polverini, nuovo Governatore della Regione Lazio; dal Partito Democratico alle fondazioni; dai vari pezzi della Democrazia Cristiana alle Associazioni del mondo cattolico. Né manca l’omaggio commosso del Capo dello Stato Napolitano.
“Con l’azione delle Brigate Rosse – afferma Giuseppe Pizza – l’Italia si è trovata con un martire in più, ma ha perso uno dei pochi uomini politici in grado di gestire il cambiamento in una fase delicatissima della vita nazionale”.
E ancora. “Con l’assassinio della statista pugliese – sostiene ancora Pizza – le Brigate Rosse hanno ottenuto l’esatto contrario delle loro intenzioni, avvitandosi in sé stesse, andando incontro alla loro dissoluzione e alla esecrazione di quella opinione pubblica che avrebbero voluto fomentare”.
“Oggi la lezione politica e lo stile di Aldo Moro, nella memoria collettiva, sono più vivi che mai e rappresentano un patrimonio importante della collettività nazionale” – prosegue Pizza - "La democrazia e le istituzioni repubblicane devono molto al Presidente Moro, a partire dal senso dello stato e dal rispetto della Carta voluta dalla Costituente, dopo il conflitto mondiale. Aldo Moro, cinque volte Presidente del Consiglio dei Ministri, doti di statista europeo nelle Istituzioni e nel Partito della Democrazia Cristiana, tenacemente legato allo sviluppo del Mezzogiorno quale condizione per la crescita dell’intero Paese, forse avrebbe potuto evitare una deriva pericolosa della politica e della funzione dei partiti, particolarmente evidente dopo la sua morte. La Storia, purtroppo, non si fa con i se e i ma. E la realtà degli anni novanta e di questo primo decennio del nuovo millennio non è certo delle più esaltanti.
Forse una maggiore attenzione alla lezione di Moro, non solo nella percezione dell’opinione pubblica ma anche nella stanze del potere, potrebbe essere utile per un futuro in cui le ombre sembrano a molti prevalere sugli sprazzi di luce".

sabato 8 maggio 2010

9 maggio: in ricordo di Aldo Moro

“Tutti noi ripensiamo ad Aldo Moro sempre con grande rispetto e profonda ammirazione e con immutata attenzione ad oltre trent’anni dal suo martirio, ha dichiarato il Segretario Nazionale della Democrazia Cristiana Giuseppe Pizza, con un pensiero non disgiunto, in quel drammatico ricordo, alla vile e criminale uccisione dei cinque uomini della sua scorta. Li accomuna, nella dolorosa circostanza, il pensiero costante e reverente per l’estremo sacrificio della vita”. “Per quanto riguarda la nostra esperienza e la formazione politica ed istituzionale, ha ribadito Pizza, il richiamo ad Aldo Moro è quello dovuto ad un Maestro. Ad un uomo buono e mite”, per utilizzare l’ultima carezza di Papa Montini, che ha fatto crescere tanti di noi democratici cristiani: lasciando una traccia indelebile nella nostra coscienza civile e politica. Soprattutto a lui dobbiamo le ragioni della nostra passione politica.
Aldo Moro ha rappresentato, non solo per quelli della mia generazione, il punto di riferimento più alto nella capacità di analisi dei Problemi del Paese e della realtà politica nelle progressive configurazioni. Così come, ha continuato il Segretario Nazionale, nello sforzo di comprendere i grandi movimenti culturali e sociali, alla base dei possenti fenomeni di trasformazione e di innovazione che investivano allora l’Italia. E nella Democrazia Cristiana si è manifestato il tentativo più lucido di analisi di quegli anni tormentati, proprio attraverso le riflessioni alte ed irripetibili che Aldo Moro condusse intorno alla condizione dei giovani, della donna, come punte di spicco nel mutamento culturale e civile intervenuto nel Paese”.”E Moro Colse, ha ricordato Pizza, attraverso la consapevolezza delle nuove domande, anche la linea possibile di risposta invocando la nascita, nella coscienza civile, di una nuova stagione dei doveri, accanto a quella dei diritti, Moro aveva “avvertito” profeticamente che l’emergere di nuovi bisogni e di nuovi protagonisti rompeva i vecchi schemi di interpretazione della realtà sociale e scopriva la inadeguatezza delle vecchie culture politiche”. “Ho avuto il privilegio personale, ha ricordato il Segretario Pizza, di averlo conosciuto e frequentato assiduamente nella mia doppia veste di Delegato Nazionale del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana, che allora contava oltre un milione di iscritti, ed in quella di componente della Direzione e dell’Esecutivo Nazionali, assieme ad altri “cavalli di razza”, tra cui: Amintore Fanfani. E il 15 gennaio 2010, anche nella veste istituzionale di Sottosegretario al MIUR del Governo Berlusconi, ho avuto l’onore di concorrere alla straordinaria manifestazione, presso il teatro Petruzzelli di Bari, per l’intitolazione a suo nome dell’Università dell’amatissima terra di Puglia”. “Il 16 maggio 1959 Moro divenne Segretario Politico della Democrazia Cristiana. Il 16 maggio 1978 fu rapita con Moro la Democrazia Cristiana. E a distanza di oltre trent’anni da quel fatidico 9 maggio 1978, giorno del suo assassinio da parte delle Brigate Rosse, ha concluso il Segretario Nazionale Pizza, non siamo riusciti a fare i conti con la nostra Storia: tra oggettive approssimazioni ed eclatanti disinvolture! Introducendoci tuttora a scolpire Aldo Moro, nella memoria collettiva del Paese ed appunto nelle trame contorte ed a volte incomprensibili della Storia, con la supplica postuma di Papa Paolo VI: “….fa….che il nostro cuore sappia perdonare l’oltraggio ingiusto e mortale inflitto a questo uomo carissimo…..fa che….raccogliamo…..l’eredità superstite della sua diritta coscienza, del suo esempio umano e cordiale, della sua dedizione alla redenzione civile e spirituale della diletta nazione italiana”.


Il Segretario Politico
Giuseppe Pizza

lunedì 3 maggio 2010

In ricordo di Luigi Gui

Il Segretario Nazionale della Democrazia Cristiana Giuseppe Pizza ha commemorato la figura di Luigi Gui al Senato, non appena giunta la notizia della sua scomparsa: avvenuta emblematicamente il 25 Aprile scorso a Padova, all’età di 95 anni.Con Gui, ha ricordato il Segretario Politico, scompare un grande democristiano, partigiano, padre costituente della repubblica, e più volte Ministro in Dicasteri chiave quali: la Pubblica Istruzione, la Difesa, la Sanità e l’Interno nel IV Governo Moro, dal ’74 al ’76. Il pensiero politico di Gui, ha detto Pizza, si identifica per intero con la storia della Democrazia Cristiana. Formato negli anni Trenta in quella del FUCI in cui aveva militato Aldo Moro, e che aveva avuto come Assistente Ecclesiastico il futuro Papa Montini, Gui è passato alla storia, ha sottolineato il Segretario Politico, soprattutto per la lungimirante riforma scolastica degli anni ’60, che con l’introduzione della Scuola Media Unica rimodulò in chiave moderna la vecchia riforma Gentile. Il suo indiscusso valore, ed il rigore morale che ha sempre ispirato ed accompagnato ogni sua azione politica, hanno consentito all’On. Moro, il 10 marzo 1977, di pronunciare un appassionato e celebre discorso in sua difesa e in difesa dell’intera Democrazia Cristiana, allorquando finì, inusitatamente, nella bufera dello scandalo Lockeed, relativo alla vendita di aerei americani C130. Ebbene in quella circostanza, ha ricordato il Segretario Giuseppe Pizza, fu totalmente assolto dalla Corte Costituzionale che agì in qualità di Corte della Giustizia dei Ministri. Luigi Gui, ha ribadito il Segretario Pizza, incarna appieno, e non solo per noi democratici cristiani, il rigoroso esempio di un cattolicesimo politico che si fa storia; con il privilegio di una antica amicizia personale, cementata dalle comuni battaglie sostenute, un ideale comune, nel Consiglio Nazionale.


lunedì 19 aprile 2010

Consiglio Nazionale: Luigi Pizza nella direzione nazionale e nella commissione statuto

Il Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana, riunito per la prima volta dopo il XXI Congresso presso l’hotel Princess e presieduto dall’On. Ugo Grippo, su indicazione del Segretario Nazionale Giuseppe Pizza e secondo le norme statutarie, ha provveduto alla elezione del Presidente e del Segretario Amministrativo del partito e della direzione nazionale. Sono stati eletti per acclamazione l’Avv. Alessandro Nasti alla carica di Presidente del Consiglio e Marco Bordi a quella di Segretario Amministrativo. Vice Presidenti del Consiglio Nazionale sono stati eletti l’On. Leone Manti e l’On. Franco Casillo. Il Consiglio Nazionale ha anche eletta una Commissione Speciale, con il compito di rivedere organicamente lo Statuto del Partito nella direzione espressa del Congresso dell’Ergife, la Regionalizzazione e la semplificazione delle norme. Il lavoro e le proposte della Commissione saranno approvate, prima dal Consiglio e poi dall’Assemblea appositamente convocati, subito dopo il periodo estivo. Proprio per queste ragioni il tesseramento del 2009 è stato prorogato fino al mese di novembre 2010. Nel contesto degli adempimenti statutari il Segretario Giuseppe Pizza non ha mancato di sottolineare la voluta coincidenza dei lavori del Consiglio Nazionale il 18 Aprile 2010 con l’anniversario della vittoria storica della Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi nel 1948, una vittoria che consentì all’Italia l’adesione al Patto Atlantico, di essere tra i protagonisti della nuova Europa democratica e di dare spessore a quello che poi sarebbe stato chiamato “miracolo economico italiano”. Il Consiglio Nazionale ha inoltre deciso, all’unanimità, di farsi carico di un progetto relativo alle disposizioni testamentarie dell’On. Mario Scelba, il grande statista siciliano, protagonista di primo piano del ritorno alla democrazia dell’Italia e delle vicende che caratterizzarono il secondo dopoguerra nel secolo scorso. L’On. Scelba esprimeva nelle disposizioni testamentarie il desiderio che le sue spoglie potessero riposare, a Caltagirone, nella stessa Chiesa dove sono sepolti i resti di Don Luigi Sturzo, facendone carico alla Democrazia Cristiana e all’amministrazione locale. La Segreteria Nazionale, sulla base delle indicazioni del Consiglio Nazionale, è impegnata a realizzare il progetto di traslazione dei resti mortali del Ministro On. Mario Scelba e a concretizzare un Convegno di Studi sulla figura e sul ruolo dell’eminente politico democristiano.
Ecco i membri della Direzione Nazionale
1 ALESSI ALBERTO
2 ABBIATI ACHILLE
3 CAPPONI GINO
4 CASELLA PIETRO
5 CASILLO FRANCESCO
6 CINNIRELLA CARMELO
7 COLUCCI ROCCO
8 COSTANZO FRANCESCO
9 CRECCO GIANLUCA
10 DI VUOLO ANIELLO
11 GRIPPO UGO
12 GUCCIONE MAURILIO
13 IERNA PAOLO
14 LEMBO ALBERTO
15 MANTI LEONE
16 MAROTTA ANTONIO
17 MIANO PINELLA
18 MORETTI GUIDO
19 PANICONI ALESSANDRO
20 PASQUETTO ALFREDO
21 PELLEGRINO LEO
22 PISANO ANTONIO
23 PIZZA LUIGI
24 PIZZA GABRIELE
25 ROMANO MARCO
26 ROSIELLO LUIGI
27 ROVAI CLAUDIO
28 SORRENTINO ANIELLO
29 TALARICO FERDINANDO
30 VENTURA ANTONIO
Il dottor Luigi Pizza, segretario provinciale di Salerno della Democrazia Cristiana, oltre alla Direzione Nazionale della Dc è stato eletto nella commissione speciale statuto. Un importante riconoscimento per la Provincia di Salerno, segno del lavoro svolto sul territorio e dell'opera di radicamento nelle varie amministrazioni locali e sull'intera provincia del partito dello Scudo Crociato.

sabato 10 aprile 2010

I Novant'anni di Emilio Colombo: gli auguri della Democrazia Cristiana

Santo Spirito in Sassia, 2006: è in corso il ventesimo congresso della Democrazia Cristiana, il secondo firmato da Giuseppe Pizza, l’enfant terrible dell’era democristiana di Amintore Fanfani.
L’occhio della telecamera Rai indugia tra gli ospiti illustri: tanti, da Ignazio Larussa a Tonino Di Pietro, da Romano Prodi – Presidente del Consiglio in carica – a Leoluca Orlando. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni, il clima quello degli eventi politici che scuotono l’opinione pubblica. Improvvisamente, lentamente, ma senza esitazione e con passo sicuro, sale sulla pedana Emilio Colombo, uno dei miti della Democrazia Cristiana, il ragazzo dell’Azione Cattolica che nel 1946, a Potenza, avrebbe dato uno schiaffo elettorale a Francesco Saverio Nitti, anzi oltre 26.000 schiaffi, entrando a vele spiegate nella storia del nostro Paese. Ricorda Giuseppe Pizza, segretario della Democrazia Cristiana ed attuale Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. “Quello di Emilio Colombo fu un intervento magistrale per chiarezza lucidità e passione, la capacità di guardare lontano oltre il quotidiano, l’invito a capire e difendere la libertà e la Costituzione, un patrimonio ideale, la rotta maestra della Democrazia Cristiana, da De Gasperi a Moro a Flaminio Piccoli”. L’assemblea sembrò vibrare di passioni di altri tempi, un uragano di applausi accompagnò le ultime parole di Emilio Colombo, mille delegati impazziti orecchiarono il ritmo del “Biancofiore”. “Quella lucidità e quella chiarezza – prosegue Giuseppe Pizza – accompagnano Emilio Colombo ancora oggi, a novant’anni. A Potenza, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico, è stato brillante e concreto come non mai.” Presidente del Consiglio, Ministro degli Esteri, Ministro del Tesoro, Presidente dell’Assemblea Europea, Emilio Colombo ha scandito tutti i passaggi e gli snodi importanti dell’Italia nella seconda metà del ventesimo secolo, uno dei pochi in grado di dialogare a tu per tu con tutti i grandi del pianeta dai Gromiko alla Thatcher, dai segretari di stato americani ai leaders orientali. “Per noi democristiani la lezione politica di Emilio Colombo resta un riferimento fondamentale, l’amore per la Costituzione e la costruzione dell’Europa democratica i percorsi lungo i quali ridare credibilità e respiro alla politica in un Paese che sembra adagiarsi nel giorno per giorno, dove la formazione politica è quasi scomparsa e il ruolo dei Parlamentari lontano dall’elettorato e dal territorio”. A parlare così, è ancora Giuseppe Pizza.
Che aggiunge, dopo di avere avuto un lungo colloquio telefonico con lo statista di Potenza, anche con il pensiero ai quarant’anni di amicizia ininterrotta : l’augurio di vivere ancora a lungo e in buona salute per Emilio Colombo si coniuga con la certezza che non mancherà di mettere a disposizione la sua esperienza e la sua capacità di analisi per orientare le scelte dei Democristiani nella direzione di una nuova positiva stagione che ponga fine alla diaspora e alla dispersione di un enorme patrimonio di cultura politica e di esperienza istituzionale. “Per quanto ci riguarda - sottolinea Giuseppe Pizza, a nome della democrazia Cristiana - noi siamo pronti”. (servizio a cura di Nicola Di Monaco).
Al senatore Emilio Colombo giungano gli auguri del Segretario Provinciale di Salerno della Democrazia Cristiana, dottor Luigi Pizza e dell'interno partito dello Scudo Crociato salernitano

giovedì 8 aprile 2010

Montecorvino Rovella, due assessori Dc nella giunta D'Aiutolo

Sono due gli Assessori Dc che sono entrati a far parte della Giunta guidata dal sindaco D'Aiutolo. Si tratta di Sabato Morretta e Pietro Landolfi (segretario cittadino della Democrazia Cristiana). In particolare il giovane Pietro Landolfi si occuperà di pubblica istruzione ed edilizia scolastica mentre Sabato Morretta (primo eletto nella lista capeggiata dall'attuale sindaco D'Aiutolo) è delegato al commercio, servizi cimiteriali, edilizia popolare, sanità, società partecipate e comunità montana. Un ulteriore tassello per la Democrazia Cristiana entrata nelle giunte di Cava de' Tirreni (con Carmine Salsano), Castel San Giorgio (con Giuseppe Alfano) e Montecorvino Rovella (con Sabato Morretta e Pietro Landolfi). Soddisfazione è stata espressa dal Segretario Provinciale di Salerno della Democrazia Cristiana, dottor Luigi Pizza per la nomina di due Assessori nella Giunta D'Aiutolo e per l'importante risultato raggiunto dallo Scudo Crociato sul territorio salernitano.

mercoledì 7 aprile 2010

Castel San Giorgio, Alfano nuovo assessore

E' Giuseppe Alfano il nuovo assessore Dc della Giunta Longanella a Castel San Giorgio. Il dottor Giuseppe Alfano, segretario cittadino della Democrazia Cristiana e tra i primi eletti nella lista capeggiata dall'attuale Sindaco Franco Longanella, è entrato a far parte dell'esecutivo cittadino con un ruolo determinante e fondamentale. Un vero super assessore che si occuperà di lavori pubblici, infrastrutture, bilancio e programmazione economica.
Ulteriore soddisfazione, dopo la nomina di un assessore Dc nella Giunta di Cava de' Tirreni, è stata espressa dal Segretario Provinciale di Salerno della Democrazia Cristiana, dottor Luigi Pizza, per l'importante riconoscimento che il neo Sindaco, dottor Franco Longanella ha voluto dare al dottor Giuseppe Alfano, per il contributo portato alla vittoria elettorale e per l'impegno profuso negli anni per la cittadina di Castel San Giorgio.

Nelle prossime ore potrebbe essere ufficializzata anche la Giunta di Montecorvino Rovella. Anche in questo caso esponenti della Democrazia Cristiana (presenti nella lista capeggiata da D'Aiutolo), Sabato Morretta (primo eletto) e Pietro Landolfi (segretario cittadino della Dc) potrebbero entrare a far parte della squadra di governo cittadino.

martedì 6 aprile 2010

La Dc nella Giunta di Cava de' Tirreni

Il neo Sindaco di Cava de' Tirreni, prof. Marco Galdi ha nominato la sua nuova Giunta Comunale. Nel civico esecutivo entra anche Carmine Salsano, esponente della Democrazia Cristiana, segretario cittadino e dirigente nazionale dello Scudo Crociato che sarà l'assessore alle attività produttive. Grande soddisfazione è stata espressa dal Segretario Provinciale di Salerno della Dc, dottor Luigi Pizza per la nomina di un esponente Dc nella Giunta di Cava de' Tirreni. Segno del riconoscimento da parte del neo Sindaco, prof. Marco Galdi, al contributo portato dalla Dc nelle recenti consultazioni amministrative. La Democrazia Cristiana è presente anche in Consiglio comunale con Giovanni Salsano, primo eletto della lista dello Scudo Crociato. Nei prossimi giorni il Segretario Provinciale della Dc di Salerno, Luigi Pizza incontrerà a Cava de' Tirreni, i componenti della lista che ha partecipato alle elezioni comunali, il consigliere comunale, Giovanni Salsano e il neo assessore Carmine Salsano.

martedì 30 marzo 2010

Speciale Elezioni/ Pizza: «Grande soddisfazione per il risultato raggiunto»

Il Segretario provinciale della Democrazia Cristiana, dottor Luigi Pizza, esprime soddisfazione per la vittoria di Caldoro e della coalizione di centrodestra in Campania con il contributo della lista Adc - Democrazia Cristiana che si è attestata, nella circoscrizione di Salerno al 2,64 %.

Grande soddisfazione, inoltre, per l'affermazione della Democrazia Cristiana nel comuni di Cava de' Tirreni con l'elezione al primo turno del professore Marco Galdi alla carica di sindaco e di Giovanni Salsano, primo eletto nella lista della Democrazia Cristiana; di Montecorvino Rovella con l'elezione di Giuseppe D'Aiutolo e dei due consiglieri comunali Dc (Sabatino Morretta - primo eletto e Pietro Landolfi, segretario cittadino della Democrazia Cristiana); di Castel San Giorgio con l'elezione a sindaco del dottor Franco Longanella e del consigliere comunale Giuseppe Alfano (segretario cittadino della Dc)

Speciale elezioni/ I risultati della lista Adc/DC

Giuseppe Alfano 961
Antonella Buono 260
Caio D’Onofrio 397
Ivan Corrado 3.613
Domenico Crescenzo 1.800
Ortensio De Feo 1.300
Maria De Prisco 233
Gerardina Fausto 304
Giuseppe Funicelli 2.911
Mattea La Rocca detta Marina 653
Oreste Strianese 1.429
Voti totali di lista (circoscrizione di Salerno) 14.518 2,64%
L'Alleanza di Centro/ Democrazia Cristiana ha eletto un proprio rappresentante in Consiglio Regionale. Si tratta di Ettore Zecchino, candidato per l'Adc-Dc nella circoscrizione di Avellino.
Soddisfazione è stata espressa per la vittoria del centrodestra a livello nazionale ed in Campania dall'on. Giuseppe Pizza, segretario nazionale della Democrazia Cristiana e sottosegretario di Stato all'Istruzione, Università e Ricerca Scientifica: “Caldoro è l’uomo giusto per superare, e in via definitiva, le tante emergenze che hanno soffocato lo sviluppo della Regione e che ne hanno compromesso l’immagine, anche sul piano internazionale”. “Un nuovo Rinascimento – continua Giuseppe Pizza – che potrà avere negli enormi giacimenti dei Beni Culturali uno dei percorsi più interessanti per favorire ripresa economica sviluppo turismo e occupazione”. “Con il Ministro Bondi abbiamo in programma la riapertura della Villa dei Papiri ad Ercolano, il sito archeologico più importante dell’Europa occidentale, esplorato finora solo per il dieci per cento – sottolinea Giuseppe Pizza, sottosegretario al Miur e titolare della delega per la ricerca applicata ai Beni Culturali. – L’orientamento dichiarato dal Governatore Caldoro ad occuparsi di progetti di qualità e di grande interesse culturale e sociale ci trova sulla stessa lunghezza d’onda” .“Con la Regione Campania – afferma Pizza – potremo aprire un circuito virtuoso, nel rispetto dei ruoli e delle reciproche competenze”.

giovedì 25 marzo 2010

Aggressione alla candidata Antonella Buono: la solidarietà della Dc

Il Segretario Provinciale della Democrazia Cristiana di Salerno, dottor Luigi Pizza, esprime piena solidarietà alla candidata della Democrazia Cristiana al Consiglio Regionale della Campania, Antonella Buono per l’atto di barbaria e teppismo di cui è stata vittima durante il comizio di mercoledì sera in piazza Caduti di Brescia di Salerno, auspicando che le forze dell’ordine individuino tempestivamente i responsabili di questo vile ed inqualificabile gesto.

Questo pomeriggio la candidata Buono ha incontrato il Questore di Salerno, per poi incontrare la stampa, alla presenza dell'onorevole Francesco Pionati (leader dell'Alleanza di Centro). Il Questore ha rassicurato tempestive indagini per l'individuazione dei responsabili.

Solidarietà è stata espressa anche dal Presidente della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli, che ha dichiarato: «Sento di dover esprimere la mia solidarietà e vicinanza alla candidata Antonella Buono minacciata ed aggredita, insieme con la madre e la sorella, durante un comizio pubblico da due attacchini di De Luca. Chiedo venga fatta luce sull’episodio da parte delle forze dell’ordine, perché il gesto vile dei due aggressori è un tangibile esempio di applicazione di metodi stalinisti appartenenti ad alcuni soggetti che hanno incentrato la loro campagna elettorale in un clima di arroganza e sopraffazione e non incline ad un confronto civile e dignitoso. Mi auguro che gli autori dell’inqualificabile gesto siano individuati con celerità dalle autorità preposte, perché prevalga la giustizia e la legalità in questo scorcio di campagna elettorale. Le donne scese in campo con il Centrodestra in questa competizione elettorale sono l’esempio di un cambiamento possibile. L’aggressione subita dalla Buono dimostra, purtroppo, quanto sia ancora in uso in certi ambienti politici la prevaricazione sulle donne, soggetti politici attivi ai quali il Centrodestra ha destinato considerazione e rispetto».

mercoledì 24 marzo 2010

Incontri elettorali: Mattea La Rocca a Pontecagnano; Antonella Buono ad Eboli

Incontri elettorali delle candidate al Consiglio regionale della Campania per la lista Adc - Democrazia Cristiana. Mattea La Rocca (detta Marina) ha incontrato gli amici e i simpatizzanti di Pontecagnano, suo paese d'origine. Ad accogliere Marina, martedì sera, (23 marzo 2010) la sezione cittadina della Democrazia Cristiana, guidata da Guido Pappalardo.

Sempre martedì sera incontro in piazza per Antonella Buono (altra candidata della lista Adc - Democrazia Cristiana) ad Eboli. La giovane candidata è stata accolta dai vertici cittadini della Dc, e dal vicesegretario provinciale Francesco Gaudieri.

martedì 23 marzo 2010

Regionali 2010: ecco come si vota





Domenica 28 e lunedì 29 marzo prossimi, circa 5 milioni di elettori campani saranno chiamati ad eleggere il Presidente della Giunta e 60 membri del Consiglio regionale. Per poter esercitare tale diritto, gli elettori dovranno presentarsi al seggio di riferimento muniti di scheda elettorale e documento di riconoscimento valido.
Il Presidente è eletto quando, a votazione ultimata, lo scrutinio decreterà vincitore il candidato che avrà conseguito il maggior numero di voti validi in ambito regionale. Il Presidente è anche componente del Consiglio regionale, così come il candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore a quello del candidato proclamato eletto Presidente.
Il Consiglio Regionale si compone di 60 consiglieri eletti nelle rispettive circoscrizioni elettorali delle 5 province campane: Napoli (32 consiglieri), Salerno (11), Caserta (9), Avellino (5), Benevento (3).
I consiglieri vengono eletti con criterio proporzionale, sulla base delle liste circoscrizionali provinciali con applicazione di un premio di maggioranza legato al presidente eletto.
La votazione per l’elezione del Presidente della Giunta regionale e per l’elezione del Consiglio regionale avviene su un’unica scheda. La scheda contiene i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di Presidente, al cui fianco sono riportati il simbolo del gruppo di liste oppure i simboli dei gruppi di liste riunite in coalizione con cui il candidato è collegato.
Ciascun elettore può, con un unico voto, scegliere un candidato alla carica di Presidente e una delle liste a esso collegate, tracciando un segno su una delle liste. Nel caso in cui l’elettore tracci un unico segno sulla scheda a favore di una lista, il voto s’intende espresso anche a favore del candidato Presidente a essa collegato. Ciascun elettore può, altresì, votare per un candidato alla carica di Presidente, anche non collegato alla lista prescelta. È questo il caso in cui si parla di voto disgiunto.
La nuova legge elettorale prevede anche la possibilità di esprimere una doppia preferenza, in base alla quale l’elettore può esprimere uno o due voti di preferenza, ma, in questo caso, una delle due preferenze deve riguardare il candidato di genere femminile, pena l’annullamento della seconda preferenza. Qualora l’elettore esprima il voto a favore di un candidato Presidente e la preferenza per più di una lista, verrà ritenuto valido il solo voto al candidato Presidente, mentre saranno considerati nulli i voti di lista.
In virtù del premio di maggioranza, infine, le liste collegate al candidato proclamato eletto alla carica di Presidente della Giunta regionale ottengono almeno il 60% dei seggi del Consiglio, se il presidente ha conseguito più del 45% dei voti validi (ne ottengono almeno il 55% se il presidente ha conseguito meno del 45% dei voti validi). Nel calcolo delle percentuali di seggi del Consiglio non è conteggiato il seggio del Consiglio che, per Statuto, spetta al Presidente eletto.
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Video a cura dell'Ufficio elettorale e del Settore Stampa della Regione Campania